Che significa «porgere l’altra guancia»? Mt 5,38-39

[38] Avete inteso che fu detto: «Occhio per occhio e dente per dente»;

[39] ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra.

Nel contesto della pericope matteana l’espressione viene posta in antitesi alla legge veterotestamentaria del «taglione», la quale, a sua volta, era stata istituita (da Mosè?) per porre un freno alla prassi della vendetta personale (faida). Imponendo un castigo uguale al danno causato, la legge mosaica dell’occhio per occhio/dente per dente tendeva a limitare gli eccessi della vendetta (che rischia sempre, per sua natura, di diventare interminabile).

Nella pericope matteana non ci si riferisce ai rapporti che si devono tenere con l’oppressore straniero, né d’altra parte ci si può aspettare dai vangeli (meno che mai da quelli di Matteo e Luca) un’indicazione etico-politica su come regolarsi nei confronti di chi ha interessi di classe opposti a quelli della stragrande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori.

La morale di quella pericope non vuole avere un contenuto politico rivoluzionario; semplicemente essa afferma che di fronte a un torto non va cercata immediatamente la vendetta personale o la giustizia sommaria (la quale, com’è naturale, non può preoccuparsi di analizzare le cause del torto e le possibili attenuanti), ma va piuttosto cercata la possibilità del perdono, affinché il torto subìto non diventi più grande di quello che in effetti è stato.

Il che non esclude la necessità della giustizia: Paolo non si appellava forse ai tribunali romani per avere giustizia contro gli ebrei che lo perseguitavano per le sue opinioni politico-religiose? Il ricorso alla giustizia è giusto per almeno una ragione: chi offende non deve credere nella possibilità di poter reiterare il torto impunemente.

Se si vuol forzare l’interpretazione del testo matteano, al massimo si può arrivare a sostenere che l’espressione «porgi l’altra guancia» significa in sostanza «resistere al nemico sino alla morte», se questo serve per salvaguardare le proprie idee o determinati principi condivisi da una collettività.

Quando il nemico è più forte, bisogna assecondarlo, perché sarebbe un suicidio non tener conto dei rapporti di forza, ma assecondarlo nelle «forme» non significa assecondarlo nella «sostanza», nel senso di dover condividere le sue idee, i suoi criteri di vita ecc. «Porgere l’altra guancia» non significa «porgere la mente».

Annunci

Autore: laicusblog

webmaster www.homolaicus.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...