Cristo tra massa ed energia

Se massa ed energia coincidono e Cristo – come dicono i cristiani – è “risorto”, allora in lui vi era qualcosa di particolare, ma questo quid, che è un’essenza, deve essere in qualche modo presente (per partecipazione) anche nell’essere umano, altrimenti son più le cose che non si spiegano di quelle spiegabili.

La differenza tra lui e noi sta nel fatto che massa ed energia in lui sono coincidenti in maniera assoluta; in noi invece solo in maniera relativa. Cioè la sua energia, per un motivo a noi inspiegabile, ha avuto bisogno subito di riprendersi la sua massa.

Questo però ci fa pensare che sia giusta l’idea dei cristiani di ritenere necessaria la “resurrezione dei corpi”, per quanto forse sarebbe meglio usare il termine “reintegrazione potenziata”.

La nostra essenza – che loro chiamano “anima” o “spirito” o “pneuma” – che pure continua ad esistere dopo la morte, ha bisogno di un “corpo”, come avviene tra gli aristotelici con l'”atto” e la “potenza”. Questa cosa, per certi versi, è incredibile. Infatti il nostro corpo tende naturalmente a disfarsi, a decomporsi. Di quale corpo ha bisogno l’anima (o la psiche) per esprimersi al meglio?

L’energia ha bisogno di una massa equivalente, nella sostanza e nella forma, in quanto ognuno dei due elementi deve trovare nell’altro il proprio sostentamento, la propria caratterizzazione. Un’anima, nell’universo, non saprebbe come utilizzare un corpo terreno.

Anima e corpo devono convivere, coesistere. Quindi il corpo che avremo non sarà esattamente identico a quello terreno. Avrà maggiori capacità, non potrà invecchiare, si sposterà alla velocità della luce, brillerà come le stelle, avrà infinite capacità creative: dovrà popolare l’intero universo. L’unica cosa che non potrà fare sarà quella di leggere il pensiero, poiché la legge fondamentale dell’universo, e cioè la libertà di coscienza, non può e non potrà mai essere violata.

Tuttavia questo “corpo nuovo” dovrà per forza avere qualcosa che già adesso abbiamo, in nuce, su questa terra, poiché siamo tutti “figli dell’universo”. Questo qualcosa è appunto il legame (sinolo) che unisce i due elementi: massa ed energia devono potersi influenzare reciprocamente, rispettandosi nella loro diversità e anzi avvalendosene. Come riescano a stare uniti non ci è dato di sapere: sappiamo solo che non possiamo tenerli divisi.

Resta però da spiegare perché il Cristo ha avuto bisogno subito di riottenere il proprio sinolo. E resta anche da spiegare se questa ricomposizione sia avvenuta motu proprio o in virtù di un intervento esterno. Se è vera questa seconda ipotesi, allora hanno ragione i cristiani a parlare di un dio-padre; se invece è vera la prima, allora non esiste alcun dio. In tal caso noi avremmo a che fare con un individuo umano che, apparentemente, sembra molto particolare, e non sarebbe da scartare l’idea di considerarlo come una sorta di “prototipo dell’umanità”, di cui questa non è altro che un “prodotto derivato”, avente, in potenza, medesime caratteristiche (quanto all’immagine e alla somiglianza), tra cui le principali sono l’eternità come esistenza e l’infinità della coscienza.

Gesù Cristo cioè sarebbe un soggetto di tipo “universale”, afferente, per intrinseca qualità o natura, alla dimensione dell’universo, ed egli sarebbe giunto sulla terra come una sorta di “extraterrestre” – i cristiani usano la parola “incarnazione” – per ricordare agli uomini una cosa che avevano dimenticato, e cioè che la loro provenienza e il loro destino è l’universo; sicché – questa appare la conseguenza più logica – tutto quanto essi fanno su questa terra non potrà non avere conseguenze su quello che domani dovranno fare nell’universo, e quello che dovranno fare sarà appunto di “umanizzarlo”.

La terra è un prodotto dell’universo, così come gli uomini sono stati generati dal loro “prototipo”, il quale, evidentemente, non può avere solo caratteristiche maschili: il principio dell’universo non è monadico ma dualistico.

La cosa su cui riflettere maggiormente è che il Cristo non ha semplicemente comunicato un’informazione (quella relativa alla necessità di vivere umanamente), ma si è lasciato coinvolgere così tanto nelle vicende umane da finire sul patibolo. Quindi l’informazione – che i cristiani chiamano “rivelazione” – doveva essere particolarmente importante. Nel senso che il nostro destino nell’universo dipenderà molto dal comportamento che avremo saputo tenere su questo pianeta.

Questo spiega il motivo per cui Cristo non ha detto nulla di ciò che gli uomini dovranno fare nell’universo. Non poteva rischiare ch’essi fossero indotti a posticipare a una situazione ultraterrena il compito di risolvere i loro problemi più cruciali. Sarebbe stata una scelta anti-pedagogica, controproducente. Gli uomini devono imparare ad essere umani su questa terra: il resto verrà da sé.

Del tutto ingiustificati e illusori sono quindi stati i tentativi di presentare il Cristo come un essere sovrumano, dall’essenza divina. L’unico indizio che nel Cristo ci sia qualcosa di particolare, non ancora spiegabile, perché non riproducibile, è la sindone, trovata nella tomba vuota: è l’unico elemento ambiguo del Nuovo Testamento, in quanto tutto il resto va considerato mistificante. E non meno ridicoli sono stati i tentativi, da parte di atei e persino di credenti, di considerare falso quel reperto storico: infatti si comprende che i vangeli mentono proprio perché è vera la sindone, la cui immagine impressa lascia credere che si trattasse di un leader politico sovversivo, non di un semplice pacifista.

Tuttavia essa deve rimanere un semplice indizio, su cui non si può elaborare alcuna teoria, anche perché dobbiamo presumere che il Cristo non abbia fatto assolutamente nulla per far capire agli uomini ch’egli era più che un uomo. Tutto quanto ha detto o fatto era alla portata degli esseri umani, e ogni interpretazione che vada al di là di questa constatazione, è arbitraria.

Noi sappiamo soltanto che per essere “umani”, nell’universo, dobbiamo prima dimostrarlo su questo pianeta. A noi è data soltanto la garanzia dell’immortalità, cioè del legame organico tra anima e corpo. Tutto il resto dipende dalla nostra volontà.

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Autore: laicusblog

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