Dialogo sul suicidio del Cristo

– Se ti chiedessi: “chi è stato il più grande tra i suicidi della storia”, cosa risponderesti?

– Forse Socrate. Avrebbe potuto salvarsi, invece preferì morire.

– E se io invece ti dicessi che è stato Gesù Cristo, almeno per come appare nei vangeli?

– Un Cristo suicida? In che senso? Non vorrai riferirti a quell’urlo straziante che fece sulla croce per affrettare il suo decesso?

– No, mi riferisco all’idea che nei vangeli continuamente si dice che “doveva morire”. Lui andò a Gerusalemme per farsi ammazzare.

– Veramente sino all’ultimo diede agli ebrei la possibilità di non farlo, tant’è che si nascose nel Getsemani.

– Si nascose per salvare gli apostoli, ma quando scoprirono il nascondiglio cosa disse? “Prendete me e lasciate liberi costoro”.

– Ma questo cosa vuol dire? Chiunque avrebbe potuto sacrificare la propria vita per salvare quella dei compagni.

– È vero, ma uno non fa di tutto per creare un movimento di liberazione nazionale allo scopo di morire.

– Veramente nei vangeli viene detto ch’egli visse la sua morte per riconciliare gli uomini con dio. Si lasciò uccidere da innocente per togliere dalla colpa tutto il genere umano, che soffriva sin dai tempi di Adamo. Persino i suoi carnefici vengono salvati.

– Sì, questa è l’interpretazione di Paolo, su cui tutti i vangeli si basano. Il peccato e di conseguenza la morte sono entrati attraverso l’innocente Adamo e sono usciti attraverso l’innocente Cristo, che è morto senza colpa ed è risorto. Detto così, non si può parlare di suicidio del Cristo.

– Infatti Cristo non si è suicidato, è stato crocifisso. C’è una bella differenza.

– Eppure i vangeli dicono che “doveva morire”, che la sua morte era “necessaria”. Lui va a Gerusalemme dicendo a più riprese che il suo compito non era di liberare la Palestina dai romani, ma proprio quello di sacrificarsi per l’intero genere umano.

– Uccidersi è una cosa, essere ucciso è tutt’un’altra.

– È proprio questo il punto: che forse tutt’un’altra cosa non è.

– Vuoi forse dire che il Cristo col suo comportamento ha indotto i giudei a ucciderlo?

– In un certo senso sì. Se io, col mio comportamento da suicida, faccio in modo che il mio suicidio appaia come un omicidio, che impressione se ne farà la gente?

– Chi viene ucciso generalmente appare come una vittima. Se poi uno non ha mai fatto nulla di male, diventa addirittura un eroe, un martire dell’ingiustizia dominante, uno da santificare…

– Sì, ma uno che vuol farsi uccidere per apparire martire, potrebbe anche essere pazzo.

– Devi ammettere però che questo è il modo migliore per dimostrare la propria verità. Se uno si lascia uccidere per le proprie convinzioni, sarà anche un esaltato, ma qualche ragione deve averla. Se poi nella sua vita s’è comportato in maniera irreprensibile, perché dubitare delle sue buone intenzioni? perché non credere in quello che dice?

– I cristiani, in effetti, devono aver giocato su questa ambiguità. Pur di non ammettere che l’obiettivo del vangelo di Gesù era politico, han fatto in modo di trasformare il Cristo in un dio rassegnato alla propria morte violenta. È un suicida che vuol far ricadere sul nemico la causa della propria morte.

– Un pazzo intelligente.

– Non lui, ma chi ha creato questo personaggio mitologico: Paolo di Tarso e in parte l’apostolo Pietro, che, pur di non ammettere la propria incapacità a proseguire l’insurrezione anti-romana, preferì sostenere che la croce era stata voluta dalla “prescienza divina”.

– T’immagini se nei vangeli avessero fatto un’esplicita apologia del suicidio? Avrebbero avuto pochissimi seguaci. Fare il martire non è cosa da tutti.

– Infatti, il suicidio nella storia è sempre stato visto come una sconfitta. Mi uccido perché un altro è più forte di me e non mi permette di vivere. Nei vangeli invece è diverso. Tu mi uccidi perché non sopporti che io abbia ragione.

– Già, così chi uccide non si rende conto che alla fine uccide se stesso. Passa dalla parte del torto e col tempo avrà sempre meno consenso. Vince nell’immediato, per essere poi sconfitto nel lungo periodo.

– Ecco spiegato il motivo per cui i cristiani, pur avendo sostituito la liberazione con la redenzione, cioè una cosa seria con una sciocchezza, sono riusciti a sopravvivere ancora oggi.

– Devi ammettere però che son stati bravi a far passare la sciocchezza per una cosa seria.

Annunci

Autore: laicusblog

webmaster www.homolaicus.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...