Inizio della predicazione di Gesù in Galilea (Mc 1,14-20)

[14] Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vange­lo di Dio e diceva:

[15] «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vange­lo».

[16] Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simo­ne, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

[17] Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».

[18] E subito, lasciate le reti, lo seguirono.

[19] Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.

[20] Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

*

La predicazione di Gesù, che nel primo vangelo viene fatta iniziare in Galilea, subito dopo l’arresto di Giovanni Battista, viene magistralmente sintetizzata da Marco in quest’unica frase divisa in due parti:

A) 1. il tempo è compiuto; 2. il regno di dio è vicino;

B) 3. convertitevi; 4. credete al vangelo.

È facile osservare come la parte A) costituisca l’aspetto teoretico dell’evento, una sorta di considerazione storico-politico-religiosa relativa alla situazione critica della Palestina, mentre la parte B) pretenda di offrire un’indicazione di metodo, soggettivo (per il punto 3) e oggettivo (per il pun­to 4), per l’affronto adeguato del problema della liberazione nazionale.

È appunto la parte B) che differenzia Gesù dal Battista, per il quale la metànoia coincideva col pentimento e il vangelo col battesimo. Il Precur­sore non aveva mai formulato un programma politico vero e proprio.

Le quattro affermazioni marciane sono strettamente legate fra loro: cioè come la 1 si riflette soprattutto nella 3, così la 2 nella 4. La 1 era riferi­ta al passato più recente o all’attualità del presente; la 2 riguarda il futuro più o meno prossimo; la 3 richiama l’esigenza di un cambiamento di menta­lità ai fini della realizzazione del regno (l’impegno soggettivo); la 4 esprime la necessità di credere in un progetto di liberazione nazionale, obiettiva­mente motivato (liberarsi dello straniero e dei partiti collaborazionisti). La 2 rappresenta l’obiettivo finale della 3 e della 4. Queste ultime rappresenta­no il metodo e il contenuto (soggettivo e oggettivo) per realizzare l’obietti­vo della 2 e così via.

«Il tempo è compiuto» è affermazione che può essere interpretata in diverse maniere, ma tutte in pratica si ricollegano al fatto che per il mes­sia è giunto il momento di reagire in modo costruttivo all’impotenza nei confronti dell’oppressione romana e del potere giudaico conservatore (tanto più che la missione del Battista è fallita). La promessa sta appunto nell’im­minenza del regno terreno «di dio», unica vera alternativa al sistema domi­nante.

Il modo per conseguire tale obiettivo è quello di «credere» al nuo­vo vangelo (messaggio, buona notizia) del messia-liberatore (che qui ha una connotazione religiosa): oggettivamente quindi il tempo era compiuto, ma soggettivamente solo per chi credeva nel vangelo.

*

Le circostanze della pericope marciana vanno considerate inventa­te per almeno due ragioni:

1. Gesù e i suoi primi discepoli, usciti dal movimento battista, si erano reca­ti in Galilea (dove avevano subito iniziato a predicare l’esigenza di un’insur­rezione nazionale) non dopo l’arresto del Battista, ma dopo l’epurazione del Tempio;

2. Gesù non chiamò i primi discepoli in Galilea bensì in Giudea, facendoli appunto uscire dai battisti (che, a loro volta, erano usciti dagli esseni).

Dunque perché Marco dice due cose errate? Semplicemente perché vuol far vedere che i galilei erano migliori dei giudei, gli unici cioè in grado di proseguire quanto di meglio la Giudea aveva già espresso, appunto con la figura profetica del Battista.

Il massimo di attendibilità che si può concedere alla pericope mar­ciana sta forse nel fatto che, dopo l’arresto del Precursore, i nazareni prese­ro a muoversi con maggiore risolutezza, nella speranza di avere tra loro tut­ti i seguaci di Giovanni.

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Autore: laicusblog

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